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La chiesetta di S. Procolo e il museo

All'ingresso del paese di Naturno si erge, immersa in una distesa di vigneti, la Chiesetta di San Procolo, autentico gioiello artistico della regione.
 
La particolarità di un'opera architettonica perfettamente inglobata nell'ambiente circostante che nel corso dei secoli è andata affermandosi come classico esempio di paesaggio artistico dell'Alto Adige fa passare quasi in secondo piano la realtà dell'esistenza, al suo interno, del ciclo di affreschi più antichi dell'intera area di lingua tedesca. Ancora esenti da influssi carolingi, gli affreschi mostrano uno stile contrassegnato, come Merano, dalla coesistenza di contrasti.

Gli affreschi
Non è un quindi un caso che due fasce di meandri tipiche dell'arte romana fregino il più famoso dei suoi affreschi, raffigurante un santo seduto a mo' di altalena su una fune. Questa figura "dondolante", visibile sulla parete meridionale, impersona presumibilmente San Procolo di Verona, vescovo in zona nel XIV secolo e costretto a fuggire su intervento del luogotenente di allora. A deporre a favore di questa interpretazione, anche la singolare raffigurazione di una mandria di bovini sulla parete occidentale, considerato che San Procolo, vescovo di Verona, è ritenuto patrono del bestiame.In netto contrasto con i colori caldi degli affreschi appena descritti vi sono le figure, ispirate dallo stile nordico e sicuramente realizzate da un altro artista, che fregiano con alcuni ornamenti la parete orientale. Fra queste immagini si riconosce fra l'altro una coppia di angeli dai colori freddi e un motivo a nastri intrecciati di carattere nordico.

Il museo
Il Museo di San Procolo è dedicato alla storia dell'omonima chiesetta posta quasi di fronte al suo ingresso. Aperto al pubblico dal 2006, mostra le diverse fasi della storia locale concentrandosi in quattro tappe spazio-temporali: tardo antico, primo medioevo, gotico e periodo della peste. Oltre ai diversi oggetti esposti, fra cui ricostruzioni di un antico lazzaretto ma anche affreschi staccati dalla chiesetta di San Procolo, il Museo illustra queste lontane epoche del passato con l'ausilio di proiezioni video.
 
 
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